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venerdì 9 marzo 2012

You really should see these - Day 2: Fantascienza



Non ce ne sarebbe bisogno dato che non ho postato nulla fra la classifica dei film di zombies e questa, ma riporto comunque il regolamento creato da Elio:

1) Essendo difficile scegliere un unico genere o filone cinematografico, non lo si farà. Se ne possono scegliere 3, ed ogni giorno sarà dedicato ad un genere diverso.
2) Ogni classifica dovrà contare solo ed esclusivamente 7 pellicole.
3) Il genere dovrà essere introdotto, brevemente o meno, e le scelte dovranno essere giustificate, sì da rendere ulteriormente utili le singole classifiche.

Chiunque dovesse decidere di farlo, oltre a rispettare le regole appena scritte, dovrà semplicemente riportare l'identificativa e fantastica immagine ad inizio post.

Ero indeciso se prendere in considerazione tutto il genere fantascientifico o se concentrarmi su sottogeneri specifici come ad esempio le invasioni aliene o i viaggi nel tempo. Alla fine ho optato per la prima, anche se ha voluto dire includere alcuni dei soliti titoli che si vedono abitualmente in queste classifiche. Ho preferito non considerare unicamente un dato periodo e ho incluso tutti quei film con cui sono cresciuto o che mi hanno fatto appassionare al genere. Buona visione!


7. Atto di Forza (Paul Verhoeven, 1990)
Un operaio scopre di essere in realtà un agente segreto a cui hanno cancellato la memoria. Dovrà recarsi su Marte per scoprirne di più, ricordare il passato e fare il culo ai cattivi. La settima posizione è forse l'unica che mi ha fatto andare un po' in crisi, nel senso che ero indeciso fra questo e una buona decina di altre pellicole. Alla fine ha deciso il cuore, perché l'affetto che provo per questo film è tanto e non potevo non dedicargli un posto in classifica. Storia avvincente e originale, ambientazioni fantastiche ed effetti speciali sorprendenti ancora oggi.



6. The Matrix (Andy Wachowski, Lana Wachowski, 1999)
Una delle pellicole di fantascienza più rivoluzionarie degli ultimi anni.
C'è un po' di tutto: kung fu, strane profezie, macchine pensanti, ambientazioni cyberpunk e, ovviamente, pure una storia d'amore.
Ricordo ancora l'incredibile impatto che ebbe su di me questa pellicola. Col passare degli anni ho tralasciato alcuni aspetti e mi sono divertito a considerare quelli più libertari, che sono tanti e nascosti solo in parte dal massiccio uso di capriole ed effetti speciali. Emblematico il discorso finale di Neo rivolto alle macchine.



5. L'Invasione degli Ultracorpi (Don Siegel, 1956)
Prima trasposizione cinematografica del romanzo di Finney scritto nel 1955 (l'ultima, se non mi sono perso nulla, dovrebbe essere il pessimo Invasion, con Nicole Kidman e Daniel Craig), L'Invasione degli Ultracorpi è un film che a rivederlo ora sembra non essere minimamente invecchiato. Capolavoro angosciante e pesante accusa al conformismo della società moderna. Fantastico.



4. 2001: Odissea nello spazio (Stanley Kubrick, 1968)
E anche in questo caso c'è poco da dire. Kubrick si diverte a ripercorrere la storia dell'uomo arrivando ad ipotizzarne un futuro dominato dalla tecnologia e dall'intelligenza artificiale. I significati possono essere molteplici e per quanto mi riguarda non avrebbe senso fermarsi ad una singola interpretazione. Non lo rivedo da tanto, ma ancora mi ricordo la regia perfetta, la splendida fotografia e la particolarissima atmosfera.



3. La Cosa (John Carpenter, 1982)
Forse il mio film preferito di Carpenter, di cui prossimamente mi divertirò a fare una specie di classifica. Flop al botteghino, viene poi rivalutato col passare degli anni fino a diventare uno dei film di fantascienza più citati e famosi. I makeup effects di Bottin hanno fatto storia, e Carpenter tira fuori uno dei suoi tanti capolavori, allontanandosi di parecchio dal primo film del 1951, La Cosa da un altro mondo.



2. Alien (Ridley Scott, 1979)
L'alieno più spietato di sempre, Sigourney Weaver col lanciafiamme, il silenzio dello spazio profondo e la scena del mostro che fuoriesce dal torace di Kane. Basterebbero queste poche scene per fare di Alien una visione obbligata.
Oltre ad essere un capolavoro, è anche il motivo per cui in questa lista non è presente Blade Runner, dato che avevo deciso di non mettere più di un film per ogni regista.



1. Solaris (Andrej Tarkovskij, 1972)
Kris Kelvin viene mandato in missione su una stazione spaziale sovietica nei pressi del pianeta Solaris. Assisterà ad inspiegabili fenomeni che lo porteranno a confrontarsi con la moglie defunta ed altre inquietanti manifestazioni, ciascuna legata al passato dei pochi disillusi membri dell'equipaggio.
Lo spazio profondo e l'oceano pensante servono al regista russo per insistere sulle difficoltà dell'uomo di conoscere se stesso. Ipnotico ed angosciante.

sabato 6 novembre 2010

Solaris




Solyaris
Di Andrej Tarkovskij, 1972 (Unione Sovietica)
Con Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Jüri Järvet, Anatoli Solonitsyn
Scritto da Fridrickh Gorenshtein, Andrej Tarkovsij , Stanislaw Lem (romanzo)
Montaggio di Lyudmila Feiginova e Nina Marcus
Fotografia di Vladim Yusov
Musiche di Eduard Artemiev
Durata: 165 min.

Solaris è un misterioso pianeta tenuto sotto osservazione dall'equipaggio di una base spaziale russa. Quando uno dei membri si suicida in circostanze misteriose Kris Kelvin è l'uomo incaricato di prenderne il posto. Una volta arrivato a destinazione incomincerà a rendersi conto degli strani poteri di Solaris, che lo porteranno a incontrare Hari, la moglie morta più di dieci anni prima.

Il primo consiglio è quello di evitare accuratamente l'edizione italiana curata da Dacia Maraini, che decise di "violentare" il film di Tarkovsij accorciandolo di quaranta minuti e proponendo un doppiaggio che nulla aveva a che vedere con lo spirito dell'originale. A quanto pare lo stesso Tarkovskij ne fu decisamente poco contento. Ad ogni modo tale edizione è stata rimpiazzata da quella in DVD del 2002, che ripropone la parte mancante con l'audio russo sottotitolato in italiano.
Il secondo consiglio è ovviamente quello di procurarvi la versione di 165 minuti il più presto possibile, perché di capolavori come questo non se ne vedono spesso. Un film lento, angosciante e profondo, ma anche romantico e umano, perché alla fine è proprio di questo che Tarkovsij vuole parlare: dell'uomo. E lo fa coinvolgendo attivamente lo spettatore, spingendolo a porsi le stesse domande che affascinano e disorientano i membri dell'equipaggio vittime delle illusioni di Solaris. E allora ecco che ogni inquadratura diventa essenziale, e cinque minuti senza dialoghi in mezzo al traffico di una "città del futuro" (presenti nella parte censurata della prima edizione italiana) non risultano pesanti o di troppo, ma piacevoli e rilassanti.

 
Insomma, il film risulta quasi impossibile da definire: gli elementi fantascientifici si ricollegano tutti al modo in cui vengono interpretati dall'uomo; è un viaggio verso l'ignoto, ma il primo passo dovrebbe essere quello di conoscere se stessi e i propri simili, perché " noi non vogliamo altri mondi, a noi serve uno specchio [...] All'uomo serve l'uomo".

Non è un film per tutti, e con questo non voglio dire che non tutti sarebbero in grado di vederlo, ma semplicemente che per alcuni il linguaggio cinematografico di Tarkovskij potrebbe risultare fastidioso.
Per quanto mi riguarda è uno dei più bei film che abbia mai avuto il piacere di vedere. Allucinante, completo e affascinante!

Terzo consiglio: guardatevelo da soli, possibilmente di notte, e staccate il telefono in modo che niente e nessuno possa distrarvi.