Per non parlare in modo inutile e approssimativo solo di cinema, inizio a parlare in modo inutile e approssimativo anche di libri. E per non complicarmi troppo le cose ho deciso che questi miei commenti saranno brevi, molto brevi...
Ci tengo a precisare che non sono assolutamente in grado di criticare un libro (o un film) in modo oggettivo e che queste righe vanno prese con la massima leggerezza, proprio come quelle in cui scrivo di cinema.
La scomparsa dell'Erebus, Dan Simmons, 787 pag.Nel 1845, due velieri salpano dall'Inghilterra in cerca del Passaggio a Nordovest e rimangono bloccati per tre inverni nel ghiaccio artico. All'equipaggio di una delle due navi si aggiungono una misteriosa esquimese muta che incomincia ad essere trattata come una specie di dea, e un grande mostro bianco che semina il panico. Intanto, il sempre sbronzo capitano della spedizione decide che si suiciderà una volta finita l'ultima delle tante bottiglie di whiskey che si è portato dietro.
Il libro va avanti fra notti di sangue e terrore, incubi, strane visioni e ammutinamenti. Il freddo terribile, il buio costante e la disturbante sensazione di trovarsi sempre più vicini alla fine sono elementi forti e ben gestiti, e malgrado Simmons insista più sulle atmosfere che sugli avvenimenti, il ritmo non ne risente in modo particolare.
Il passaggio, Justin Cronin, 883 pag.Una giovane ragazzina viene rapita dal governo e usata per un esperimento scientifico. Ovviamente andrà tutto nel peggiore dei modi, e dal bunker segreto in cui si svolgono gli esperimenti riusciranno a sfuggire dodici fumidi - strani esseri incazzati mezzo zombies e mezzo vampiri - che in breve tempo stravolgono l'equilibrio (chiamiamolo così) mondiale, contagiando milioni di persone.
L'ho preso quasi per caso. Cercavo un libro fantahorror post-apocalittico e ho trovato questo. Tranne che in qualche capitolo non molto convincente, devo dire che mi sono abbastanza divertito. Alcuni personaggi sono fin troppo stereotipati, ma le quasi novecento pagine scorrono veloci e il livello generale è più che accettabile. Palesemente scritto per diventare un film, tanto che alla fine Cronin già ringrazia Ridley Scott e la sua casa di produzione.
Purtroppo però, avvicinandosi alla fine ci si rende conto che le pagine restanti probabilmente non basteranno per portare la vicenda a una conclusione degna, e inizia a sorgere un terribile dubbio: che sia il primo di una trilogia? Ma no, mi sono detto, gli stronzi lo avrebbero scritto da qualche parte, chessò, nella quarta, nel riassunto, in copertina... E invece niente.
L'ho poi scoperto su internet, che è il primo di una trilogia, dopo averlo (non) finito.
L'ultimo capitolo è previsto per il 2014.
Contagio, Scott Sigler, 445 pag.Lo so che leggendo certi libri dovrei evitare di pensare ad alcune mie idee e convinzioni e concentrarmi unicamente sulla vicenda. Ma il fatto che alla fine del romanzo l'autore dedichi parte dei ringraziamenti “al maggiore Thomas Austin, del Genio dell'esercito americano, e al sergente Donald Woolridge dell'esercito americano, che si sono presi la briga di accertarsi che le mie scene militari riflettessero accuratamente la natura delle donne e degli uomini coraggiosi che costituiscono il motivo principale per cui ho un Paese da amare”, purtroppo, si nota anche durante la narrazione. È comunque possibile godersi le vicende di Perry, giovane impiegato infettato da un terribile “seme” proveniente dallo spazio, in grado di modificargli non solo l'organismo ma anche il modo di agire e di pensare. Scoprirà che ce ne sono altri come lui e che dietro tutto quello che sta succedendo si nasconde un inquietante piano alieno.
La scrittura non mi è piaciuta più di tanto e la storia parte molto lentamente, ma le atmosfere fantahorror (sangue in abbondanza) della seconda metà sono tutto sommato efficaci e coinvolgenti.
Peccato per i personaggi odiosi poco o nulla approfonditi e per certi dialoghi imbarazzanti:
Malcolm rise. “Tu, vomitare? Figurati! Dimmi, hai ancora intenzione di sbatterti quella pollastrella del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive? Come si chiama, Montana?”
“Montoya”
“Giusto, Montoya” disse Mal. “Data la piega che sta prendendo questo caso, la vedremo parecchio. È piuttosto sexy per essere una pollastra attempata.”
Va be'...
Il vero problema del libro comunque è il fatto che è il primo di una serie che prevedo infinita (e anche in questo caso l'ho scoperto dopo). La narrazione, quindi, si interrompe di colpo.








