domenica 24 luglio 2011

Wristcutters - Una storia d'amore


Wristcutters: a love story
Di Goran Dukic, 2006 (USA, UK)
Con Patrick Fugit, Shea Whigham, Shannyn Sossamon, Tom Waits, Leslie Bibb, John Hawkes
Scritto da Goran Dukic, tratto dal racconto di Etgar Keret
Montaggio di Jonathan Alberts
Fotografia di Vanja Cernjul
Musiche di Bobby Johnston
Durata: 88 min.

Zia, dopo essere stato lasciato da Desiree, decide di farla finita; mette scrupolosamente a posto la stanza, dà l'acqua alle piante, passa l'aspirapolvere, pulisce addirittura la lampada e si taglia poi le vene davanti allo specchio del bagno. Accasciatosi privo di forze sulle piastrelle, il suo ultimo pensiero va purtroppo a un mucchietto di polvere colpevolmente sfuggito alla sua attenzione, rovinandogli la perfezione del momento; ma ormai è tardi per i rimpianti, un ultimo respiro ed è tutto finito, o quasi...
In realtà Zia non muore, o meglio, muore ma si risveglia nella destinazione obbligata di tutti coloro che si sono suicidati: un mondo similissimo al nostro in cui è però impossibile sorridere. Nella città senza nome in cui finisce, le cose sembrano procedere grosso modo come quando era in vita. Si trova quindi un lavoretto in un ristorante e passa le serate a bere birra e a giocare a biliardo in compagnia del suo nuovo amico Eugene, un ex musicista russo, fino a quando un vecchio conoscente incontrato per caso non gli fa sapere che Desiree si è suicidata un mese dopo la sua morte. Dopo poche ore, Ray e Eugene partono quindi in macchina alla sua ricerca, senza però avere la minima idea di dove andare. Ai due avventurieri si aggiunge Mikal, una ragazza che sostiene di non essersi suicidata e di essere finita lì per errore.
Facendo le sue apparizioni cinematografiche in film come Down by law, Dracula e La leggenda del re pescatore, Tom Waits mi aveva abituato decisamente bene. Poi mi è capitato di vederlo anche in Domino, Parnassus e Codice Genesi, e ho iniziato a storcere il naso; insomma, pensavo se li scegliesse solo belli. In questo caso, anche se cronologicamente precedente a due degli ultimi titoli che ho citato, ha decisamente rimesso le cose a posto. Ma Tom Waits non è sicuramente il motivo principale per cui vedere questo film. Wristcutters è una specie di commedia romantica surreale e delicata che ricorda non poco certe particolarità del cinema di Jarmusch, pur non riuscendo mai a risultare altrettanto affascinante.
Sul difficile tema del suicidio ci sarebbe molto da dire, ma Dukic, nonostante decida di affrontarlo in modo decisamente leggero, non diventa mai volgare, e riesce anche ad essere toccante.
Consigliatissimo; peccato solo per una parte finale un po' forzata e frettolosa.


8 commenti:

  1. - eventuali spoiler -
    geniale il buco nero sotto il sedile del passeggero... a parte il finale che tenta di dargli uno scopo...

    Ma quanto fa ridere quando si svegliano nel "posto delle prostitute e dei drogati" vicino al mare e Tom Waits li sgrida??ahahah

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  2. questo ce l'ho già sul pc da tempo... eseguo la visione al più presto!

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  3. Vincent, il buco nero mi era piaciuto un sacco! Mi ha fatto troppo ridere la reazione di Eugene quando Zia perde anche il secondo paio di occhiali. :D
    Tom Waits che li sgrida anche è fantastico, e poi proprio non me l'aspettavo, dopo tutto il romanticismo della sera prima. :D

    Alice, in teoria dovrebbe piacerti, ovviamente fammi sapere.

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  4. non mi aveva attirato, quando ne avevo sentito parlare la prima volta, mi sembrava una cosa troppo stile Sundance, con la foga di stupire per forza, ma se lo consigli (con ben 3 cuori e mezzo!) allora gli do una chance.

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  5. Alessio, certo è un film che al Sundance ci sta bene, ma mi sembra fatto in modo sincero, senza cercare di piacere per forza al pubblico da festival indie.
    I cuoricini ovviamente sono soggettivi, avevo già anche pensato di toglierli. Comunque sì, una piccola chance potresti dargliela. :)

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  6. ahahah...Eugene for president!!!

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  7. Non sembra niente male.
    Me lo segno anche io!

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